Roma, Divo Nerone, rifiuti sul colle l'ultima beffa

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Archeologia e cultura.

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Di altro avviso la direttrice del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, per la quale «non ci sono danni alle strutture archeologiche della Vigna Barberini, ma solo a un muro moderno più volte rifatto negli ultimi anni». A breve, assicura, l’area tornerà alla piena fruizione del pubblico e i rifiuti saranno rimossi. Quanto ai costi dello smontaggio, deciso da Federica Galloni che fino alla nomina di Russo gestiva l’interim della guida del Parco, «non sono stati ancora pagati perché chi deve farlo è la Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, che ha autorizzato il montaggio. Abbiamo mandato tutto a loro per il pagamento», spiega la direttrice. Dalla Soprintendenza speciale, però, arriva un secco «no comment».
Ma i danni materiali sono solo gli ultimi strascichi di un clamoroso flop: sopravvissuto per appena una dozzina di repliche, Divo Nerone lascia macerie, dopo aver lasciato «le tasche vuote a maestranze e artisti», scrive Cgil. Scaduta la polizza assicurativa che avrebbe potuto pagare i danni, così come quella fideiussoria che avrebbe dovuto coprire i costi dei dipendenti Mibact, che «prestato servizio per l’evento, non sono stati pagati» per il sindacato. Altro nodo del contendere sarebbero i 250 mila euro dovuti per l’affitto dell’area all’ex Soprintendenza speciale dalla società produttrice dello show, la Nero Divine Ventures. Soldi da versare 5 giorni prima dell’inizio del montaggio ma, secondo Cgil, mai corrisposti.

  • Pubblicato: Mercoledì, 03 Gennaio 2018

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