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Tesori assiri sconosciuti nei tunnel scavati dall’ISIS a Mossul

Tesori assiri sconosciuti nei tunnel scavati dall’ISIS a Mossul

Sotto a un monumento distrutto dall’ISIS a Mossul (Iraq), gli archeologi iracheni hanno scoperto alcuni antichi bassorilievi nei tunnel scavati dai miliziani.

Le opere sembrano rappresentare sacerdoti e cerimonie religiose. I tunnel erano stati scavati sotto a una collinetta danneggiata nel 2014, quando l’ISIS fece saltare in aria una bellissima moschea del XII secolo, ritenuta contenere la tomba del profeta Giona.

Archeologi amatoriali scoprono 4 torque d’oro dell’Età del Ferro

Archeologi amatoriali scoprono 4 torque d’oro dell’Età del Ferro

Due cacciatori di tesori dilettanti, armati di metal detector, hanno scoperto degli eccezionali gioielli dell’Età del Ferro: 4 torque d’oro (3 collari e un bracciale) di oltre 2.000 anni, in un campo vicino alla città di Leek, in Inghilterra.

I gioielli furono prodotti sul continente europeo forse nel IV o III secolo a.C. Secondo Julia Farley, curatrice del British Museum, sono tra i più antichi esempi ornamenti celtici, e di oro dell’Età del Ferro in generale, mai trovati in Gran Bretagna. Potrebbero essere arrivati col commercio o portati da qualche ricco migrante.

Quanto la cultura di Jamna trasformò gli europei

Quanto la cultura di Jamna trasformò gli europei

La rivista scientifica Science riporta un nuovo studio del DNA che dimostra l’enorme impatto degli Jamna, una civiltà dell’Età del Bronzo, sulla popolazione europea.

Gli Jamna furono una popolazione proveniente dalle steppe euroasiatiche, abili cavalieri e parlavano probabilmente il proto-indoeuropeo. Secondo la ricerca, una loro migrazione di quasi soli uomini nell’Europa centrale circa 5.000 anni fa, avrebbe lasciato un segno sul genoma degli odierni europei.

«Sembra che gli uomini andarono in guerra, con cavalli e carri», dice Mattias Jakobsson, autore a capo dello studio e genetista della popolazione presso l’Università di Uppsala in Svezia.

Trovato il primo santuario del dio Mitra in Corsica

Trovato il primo santuario del dio Mitra in Corsica
Una squadra di archeologi francesi ha portato alla luce un mitreo, un santuario dedicato al dio Mitra, nel sito di Mariana (oggi nel comune di Lucciana) in Corsica. Il mitraismo si diffuse nell’impero romano probabilmente grazie ai soldati e ai mercanti, all’incirca all’epoca del cristianesimo. «È un ritrovamento raro ed emozionante», racconta l’archeologo Philippe Chapon, a capo della squadra. «È la prima volta che troviamo delle prove della pratica del mitraismo in Corsica». Dentro sono stati scoperti frammenti di un altare di marmo di Mitra mentre sacrifica un toro, mentre un cane e un serpente ne bevono il sangue. Alcuni reperti furono danneggiati; è possibile che il santuario venne attaccato dai cristiani, che costruirono un complesso religioso intorno al 400 d.C.

Scavata una casa romana a Omrit, in Israele

Scavata una casa romana a Omrit, in Israele
Una casa costruita tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C. è stata scoperta nel sito archeologico di Omrit, in Israele. Una squadra diretta dall’archeologo Daniel Schowalter (Carthage College) ha scavato l’edificio e rinvenuto degli elaborati affreschi con scene di natura. Le immagini sopravvissute raffigurano immagini di alberi, arbusti, volatili, pesci e piante; un affresco in particolare mostra due anatre l’una vicina all’altra. Schowalter crede che la casa sia stata costruita per un ufficiale romano, ma è anche possibile che un ricco abitante del luogo ci vivesse e vi fece commissionare degli affreschi in stile romano. Gli archeologi hanno anche ritrovato diversi amuleti a forma di fallo.

Resti umani e statuette di ceramica in una tomba preispanica intatta

Resti umani e statuette di ceramica in una tomba preispanica intatta
Nel centro della città di Colima, sulla costa occidentale del Messico, è stata scoperta una tomba a fossa – una struttura sotterranea con ancora all’interno alcuni resti umani e delle statuette in ceramica, dice l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) del Messico. La tomba, risalente a circa 1.700 anni fa, conteneva sparpagliati le ossa e i teschi di almeno dodici maschi adulti, più due sculture antropomorfe, una olla globulare e una ciotola, una scodella e un vaso. Le caratteristiche dei reperti di ceramica hanno consentito di determinare la datazione della tomba che, secondo l’archeologo Rafael Platas Ruiz, corrisponde alla fase di Comala (0-500 d.C.).

Ricostruito il volto di un Pitto assassinato brutalmente

Ricostruito il volto di un Pitto assassinato brutalmente

Una squadra di ricercatori dell’Università di Dundee ha ricostruito il viso di un uomo delle tribù dei Pitti, il cui scheletro era stato scoperto in una grotta nelle Highlands scozzesi, sulla penisola di Black Isle. L’esame delle ossa ha rivelato che subì almeno cinque gravi ferite alla testa: i denti dell’arcata destra erano rotti; la parte sinistra della mascella fratturata; dietro la testa c’era un’altra frattura, probabilmente causata dalla caduta dopo i primi due colpi; un’altra ferita gli aveva poi trapassato la testa. Una quinta ferita in cima alla testa, infine, sarebbe stata causata da un’arma diversa, più grande.

Trovati frammenti di pitture murali nel complesso faraonico di Pi-Ramesse

Trovati frammenti di pitture murali nel complesso faraonico di Pi-Ramesse
Nell’antica città di Pi-Ramesse, la capitale d’Egitto sotto tutti i sovrani Ramessidi, una squadra di archeologi sta scoprendo delle parti di un grande complesso di edifici. Secondo un rilevamento magnetico condotto l’anno scorso, il sito è grande circa 200 x 160 metri. Era probabilmente un complesso monumentale, forse un palazzo o un tempio, ha dichiarato il ministro egiziano per le antichità Mahmoud Afifi. Curiosamente, sul fondo di una fossa è stato rinvenuto uno strato di malta con ancora visibili le orme dei piedi lasciate da alcuni bambini. Lo scavo di Pi-Ramesse è condotto da una squadra di ricercatori tedesca del Roemer- und Pelizaeus-Museum di Hildesheim. Il direttore della missione, Henning Franzmeier, ha spiegato che le misurazioni effettuate l’anno scorso avevano determinato la pianta della città antica.

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